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Quali sono le lingue più studiate oggi in Italia

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In Italia, lo sappiamo, parlare altre lingue ci è difficile; siamo ostinatamente legati alla nostra lingua (anzi alle nostre, se teniamo conto dei dialetti). I dati Eurostat dicono che per quanto riguarda il possesso di uno e due lingue straniere l’Italia è sotto la media europea. Nel contesto dell’Unione Europea, tuttavia, sia per la valorizzazione del Patrimonio culturale europeo sia per necessità economiche e sociali, la conoscenza di almeno una seconda lingua è (o almeno dovrebbe essere) obbligatoria e le scuole, da questo punto di vista, svolgono un ruolo fondamentale seppur da sole non possano risolvere una lacuna che, va detto, non riguarda solo l’Italia.

Scuole primarie: l’inglese

Nelle scuole primarie è obbligatorio l’apprendimento di una lingua dell’Unione Europea, e la scelta, per ovvie ragioni, ricade sull’inglese. In alcuni istituti, dalla terza elementare in poi, può essere insegnata una seconda lingua: il tedesco, lo spagnolo o il francese. Un caso eccezionale è quello di Trento: qui la prima lingua straniera è il tedesco, poi dalla terza si studia l’inglese.

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Scuole secondarie: l’inglese più una lingua tra spagnolo, francese e tedesco

Nelle scuole secondarie, secondo regolamento, la prima lingua straniera da studiare è l’inglese. È obbligatoria anche una seconda lingua, cui sono dedicate meno ore, da scegliere tra spagnolo, francese e tedesco. Sorprendenti e incoraggianti i dati Eurostat circa l’apprendimento di lingue straniere nelle scuole secondarie. In Europa, l’Italia è al terzo posto, dopo Lussemburgo e Finlandia, per l’apprendimento, da parte degli studenti, di altre due lingue.

Scuole superiori: ancora inglese, spagnolo, francese e tedesco

Per le scuole superiori l’insegnamento delle lingue viene affiancato a quello delle letterature straniere. Il paradosso è che una buona conoscenza della letteratura, alla fine degli studi, non è seguita da una conoscenza della lingua adeguata, cioè tale da permettere di comunicare. Si conferma la scelta limitata di lingue insegnate: al solito inglese è affiancato il francese, seguono tedesco e spagnolo. Rispetto alle scuole primarie e secondarie, la percentuale di studenti che devono apprendere una seconda lingua straniera oltre l’inglese si alza di molto. Alle lingue suddette va aggiunto il russo, lingua appresa da una minoranza di studenti.

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Gli obiettivi da perseguire nello studio delle lingue

Come tutti i paesi europei, anche l’Italia ha dovuto programmare dei livelli minimi di apprendimento delle lingue straniere. Nell’ambito del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER), nel livello di istruzione, secondo il sistema di classificazione internazionale UNESCO, definito ISCED 2 (Istruzione secondaria inferiore o secondo stadio di istruzione base) l’obiettivo per la prima lingua straniera è lo stadio B1 (utilizzatore indipendente), quello della seconda lingua straniera, invece, è A2 (utilizzatore elementare). Nel livello di istruzione ISCED 3 (Istruzione secondaria superiore), invece, l’obiettivo, per le due lingue, è rispettivamente B2 (indipendente avanzato) e B1.